La Guardia di finanza ha arrestato oggi per la manipolazione di appalti pubblici quattro persone, amministratori di imprese che fornivano a enti locali in tutta Italia i dispositivi elettronici in grado di rilevare le infrazioni del codice della strada, come autovelox e telecamere ai semafori.
Per i quattro - tre ai domiciliari e uno in carcere -- le accuse sono di associazione a delinquere e turbativa di commesse pubbliche, spiega una nota delle Fiamme Gialle.
Gli accertamenti hanno riguardato in totale 130 comuni e hanno portato alla denuncia di 21 persone: oltre ai quattro arrestati (per cui si procede anche per subappalto irregolare), sono iscritti nel registro degli indagati 17 pubblici ufficiali, responsabili nei vari Comuni delle gare di appalto. Per quattro di loro, sono stati contestati anche l'abuso di ufficio e il peculato.
Le indagini -- coordinate dal pm Alfredo Robledo -- avrebbero infatti accertato la manipolazione di appalti di 29 comuni in tutta Italia. La nota spiega che in alcuni casi, in accordo con gli amministratori pubblici, sarebbero state invitate alla trattativa privata per l'affidamento della fornitura delle telecamere e degli autovelox "soltanto le imprese affiliate al cartello gestito dagli arrestati", mentre in altri casi venivano inseriti nei bandi di gara dei requisiti che escludevano di fatto tutte le altre aziende.
Da quanto emerso dalle indagini, i Comuni non acquistavano direttamente i dispositivi elettronici ma li noleggiavano, remunerando le imprese fornitrici con una percentuale sulle contravvenzioni elevate. Le aziende avrebbero quindi posizionato le apparecchiature su strade a scorrimento veloce, in modo da ottenere una maggiore remuneratività.
Contestualmente agli arresti, in 16 comuni nelle province di Milano, Como, Varese, Novara, Livorno, Mantova, Viterbo, Roma, Pisa, Firenze, Pistoia,Venezia, Modena, Benevento e Ferrara, la Gdf ha sequestrato vari dispositivi, tra cui T-RED, autovelox ed autobox.